Giorgio Segato

 

Trent'anni di scultura non sono pochi e il suo itinerario lo testimonia in ricchezza di approcci alle materie, alle forme, all'evidenziazione di contenuti profondi, scavati nella storia e nella psiche dell'uomo, sentiti come emblematici delle inquietudini, dei disagi, degli incubi, delle ansie del nostro tempo, interpretati attraverso le metafore del mito, miti d'amore, di violenza, sogni, Chimere. Dal modellato tradizionale è rapidamente tra scorsa a possenti composizioni tra l'organico e il meccanicistico per ritrovare la figura originaria dell'uomo, la figura arcaica, totemica, e scoprire, quale linea di spartiacque nella dimensione del tempo lontano e la prefigurazione del tempo futuro, la sorridente coppia etrusca già proiettata, sorridente, verso un aldilà atteso e accettato. Lo scavo si è fatto più complesso nelle figure mitiche delle Muse, di Semiramide, di Eco e Selene, di Narciso e soprattutto nelle Sfingi, complesse, da leggere a tutto tondo in modo da cogliere i diversi aspetti emblematici, le differenti facce simboliche del mito, l'inganno, il teatro della maschera nel vero, ne verosimile, nell'apparente…….

16 aprile 2003

 
 

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