Miti Mediterranei (PA)

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al 25 Maggio al 30 settembre la Fondazione Whitaker di Palermo ospita diciannove sculture dell’artista romana che crea forme e corpi ispirati alla mitologia antica

Corpi femminili, antropomorfi, mitologici. L’animale e la divinità fusi nella stessa materia, il bronzo. Il cammino di Miti mediterranei, la personale dell’artista romana Alba Gonzales ospitata nel parco della villa di fine Ottocento della Fondazione Whitaker, a Palermo (ingresso gratuito; catalogo Silvana editoriale), inizia lontano nel tempo, in un percorso che incrocia storia, popoli e leggende che si affacciano sullo stesso mare.

Questo patrimonio mitologico Alba Gonzales lo ha fatto suo attraverso le chimere, le sfingi, le figure antropomorfe che si muovono come corpi danzanti con «la grazia delle forme e delle linee, la plasticità dei movimenti, gli atteggiamenti sensuali ma mai volgari» — come ha voluto descrivere i suoi lavori Emmanuele Francesco Maria Emanuele, presidente onorario della Fondazione cultura e arte, che ha promosso e realizzato la mostra.

Ritmo e movimento fuoriescono dalle forme restituendo le suggestioni del corpo — teatrali, quasi drammatiche — e sigillate dall’eternità del materiale che ha dato loro la vita: il bronzo. Perché la modellazione del corpo è primaria nel lavoro della scultrice, che spesso rievoca componenti erotiche più vicine all’onirico che alla realtà.

Un viaggio ideale e simbolico, dunque, in quel cosmopolitismo mediterraneo che unisce corpi, leggende e sensualità, omaggio a un patrimonio antichissimo che ci appartiene, e fa parte di tutti i popoli affacciati nel bacino mediterraneo, nati da un unico sangue. Oggi, più che mai, un mare nostrum da non cancellare dalle memorie di tutti.

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