Anche le sue Chimere si presentano in veste di creature favolose, attratte e atterrite da un desiderio-serpe che ad esse si attorcina. Alate e animalesche, scontano l'illusione di un sesso indefinito o di una femminilità improbabile malgrado gli attributi di fertilità che appaiono dai loro corpi. Nondimeno anche le sue Sfingi sono preda di crudeli metamorfosi interiori che imprimono loro sgomentose figurazioni. La sfinge d'oggi non pone più ai passanti i suoi enigmi mortali. Perché è lei che è diventata un enigma a se stessa. Abitata com'è: dal demone d'una seduzione a comando, sembra aver perso ogni reale potere divinatorio. Ostenta il capo mozzato, come se potesse vivere soltanto della sua lubrica sensualità. Oppure ci viene incontro offrendoci una colomba: il volatile sacro ad Afrodite, e a1 tempo stesso segno di prostituzione. Gioca ad indicarci fra la folla dei passanti, a cercarci con un dito levato contro di noi: -"Dimmi chi sono! Dimmi chi sono! Risolvi tu per me l'enigma di questa mia smarrita identità"- Mentre come un giocar di specchi le sue teste si moltiplicano senza fine. Così il bel volto della sua Medusa tanto afflitto ci pare, da neppure accorgersi dei serpenti che la stanno avvinghiando; e altro che pietrificarci, i suoi occhi guardano in su sgomenti. E che dire dell'ingordigia erotica di Semiramide? Sotto il peso di un'immensa, barocca e arcimboldesca acconciatura, quasi sembra sopraffatta dei suoi stessi sortilegi di seduzione…