Nel tentativo di restituire un carattere e dare una nuova fisionomia alla romana Via Veneto, si è pensato ore di collocarvi - per un periodo di tempo limitato - una mostra dio sculture monumentali di Alba Gonzales.
L'arte monumentale è messa alla portata del viandante che è condotto ad una riflessione intima cui prima non aveva pensato. La mostra esce dal sancta santorum delle gallerie, che nei secoli antiqui non esistevano, per tornare ad essere oggetto di consumo di tutti. A queste esibizioni monumentali Alba Gonzales è portata naturalmente, proprio per la materia imponente che - lei così apparentemente fragile e minuta - tratta con la sua arte che non può fare a meno di energia e forza interiore: pietre, marmi, totem metallici, che al passante diventano facilmente familiari, proprio perchè ne ha conosciuto qualche anticipazione a Roma dalla via Colombo, quando le statue della scultrice colpiscono l'automobilista che sfiora i giardini, o perchè altre ne ha viste nel museo en plein air creato da Alba a Fregene.
Le sculture dell'artista si combinano perfettamente con qualunque paesaggio romano, perfino quello di una via considerata elegantemente moderna: a pochi passi, infatti, ci sono le mura di Porta Pinciana; e gli enigmi totemici, classici, etruschi delle sculture trovano in questa via una loro collocazione che non è disturbante, o deviante, ma che invita a tornare col pensiero alla nota caratteristica della città, alle sue origini, alla sua preistoria. Immagini di dei, di amanti senza età, di sincretismi totemici, di macchine antropomorfizzate, di invenzioni dei primordi; un mistero di volumi che è anche il mistero di Alba e della sua città. Un segreto che scavalca la Via Veneto di una Roma forse superata, per appartenere ai giorni dell'eternità.