Opere
 
 
 

Ugo Attardi

12 aprile 1991
 

Ed ecco allora i tuoi disegni-pittura. Nati dall'idea di fissare l'estensione d'una scultura alitante nella sua ombra, per dare nel foglio d'una effimera illusoria apparenza un'immagine durevole: e farla essere, oltre le isocrone cadenze del tempo e delle sue luci, e renderla, attraverso la finzione e la verità della pittura; testimonianza e memoria d'un'impalpabile inconcreta apparenza: ora ferma logica presenza. Bella, e ricca idea; doviziosa di sviluppi. E ricche di trepidanze e d'incanti le forme stese sul foglio: muri-ombra che si addensano in uno scarno colore esaltante la luce; forme inquiete di misteriose vibrazioni e "sonorità". Ed ecco le tue sculture: le resine i bronzi i marmi. Ed ecco la pietra rossa, che tu chiami "la pensatrice": torre, accumulo di segni, lucore di luci (e di umori), tagli algebrici, magia dell'apparire e del celarsi dietro l'enigma dell'astrazione con linee salenti in un moltiplicarsi di "altitudini"; dove, per I'immaginazione (nel ricordo di Gulliver), relativa realtà può, divenire la nostra umana dimensione corporale, e vasta invece la dimensione fantastica.